Pensavi di aver risolto ogni problema con la devitalizzazione, eppure…senti quel dolore pulsante proprio lì, dove il dente non dovrebbe darti più problemi.
Oppure hai notato un gonfiore sospetto sulla gengiva o una piccola pallina di pus.
La situazione potrebbe disorientarti, lo sappiamo. Com’è possibile che un dente senza più nervo faccia ancora male? La verità è che, anche se il dente è devitalizzato, i tessuti e l’osso che lo circondano sono ancora vivissimi e possono infiammarsi a causa di batteri rimasti intrappolati o entrati in un secondo momento.
Qui vediamo allora insieme perché si forma un ascesso su un dente devitalizzato, come riconoscere i segnali d’allarme e cosa fare per non peggiorare la situazione.
Per quali motivi può comparire un ascesso dopo una devitalizzazione?
Potrebbe sembrarti un paradosso: il dente è stato svuotato del suo nervo, quindi non dovrebbe più inviare segnali di dolore. Ma l’ascesso su dente devitalizzato non nasce dal dente in sé. Nasce dai batteri che riescono a colonizzare lo spazio intorno alla radice.
Le cause principali sono solitamente legate a questioni anatomiche o temporali.
A volte, i canali del dente sono così complessi, curvi o sottili che la pulizia non riesce a essere completa al 100%. In altri casi, con il passare degli anni, l’otturazione o la corona che sigillano il dente possono incrinarsi. Anche una micro-frattura invisibile è sufficiente per permettere ai batteri della saliva di scivolare indisturbati fino all’osso, creando l’infezione.
Gengiva gonfia dopo devitalizzazione: è normale?
Chiariamo però subito un punto fondamentale: se senti un leggero fastidio nei 2-3 giorni successivi all’intervento di devitalizzazione è del tutto normale. È la risposta del tuo corpo alla strumentazione usata per il trattamento.
Una gengiva gonfia dopo devitalizzazione però non va mai sottovalutata se il gonfiore è evidente o se compare quella che in gergo si chiama “fistola”: una piccola pallina sulla gengiva che può emettere del pus dal dente devitalizzato.
Se noti che il gonfiore si estende verso la guancia o se il dolore diventa pulsante e ti impedisce di dormire, non è più un normale decorso post-operatorio. In questi casi, il corpo ti sta probabilmente dicendo che c’è un’infezione in corso che richiede attenzione.
Infezione al dente devitalizzato: quanto è grave?
Ci soffermiamo sull’importanza di non trascurare la situazione perché molti pazienti tendono a ignorare un leggero fastidio pensando: “Tanto il dente è morto, non può succedere nulla di grave”.
Un’infezione al dente devitalizzato è in realtà una condizione da non sottovalutare, perché i batteri hanno già superato la barriera del dente e si sono stabiliti nell’osso mascellare o mandibolare.
Se non si interviene, l’infezione potrebbe espandersi lateralmente, coinvolgendo anche i denti vicini o, peggio, diffondersi nei tessuti del viso e del collo. Nei casi più trascurati, l’infezione potrebbe anche entrare nel circolo sanguigno causando malessere generale e febbre. Insomma, non è solo una questione di mal di denti, ma di salute sistemica. Invece, se preso in tempo, l’ascesso su un dente devitalizzato è tranquillamente trattabile.
Ascesso dente devitalizzato: cause
Le cause di un’infezione al dente devitalizzato possono essere raggruppate in tre scenari tipici:
- batteri residui: durante la prima devitalizzazione, alcuni batteri molto resistenti potrebbero essere rimasti intrappolati in canali laterali microscopici, riattivandosi anche dopo anni.
- infiltrazioni batteriche: la ricostruzione del dente (l’otturazione o la capsula) si è usurata o staccata leggermente, permettendo alla placca di “filtrare” all’interno.
- fratture della radice: il dente devitalizzato è più fragile di un dente sano. Una pressione eccessiva o un trauma possono causare una crepa nella radice, che diventa così una facile via d’accesso per le infezioni.
Ascesso dente devitalizzato: sintomi
Ma come fare a capire se quel fastidio che senti è un vero e proprio ascesso su un dente devitalizzato? Anche se il dente non ha più il nervo, i segnali che il tuo corpo invia sono molto chiari.
Il sintomo principale è il dolore pulsante, che sembra seguire il ritmo del tuo cuore. Spesso peggiora quando ti sdrai o quando mastichi. Oltre al dolore, potresti però notare anche:
- gonfiore localizzato: la gengiva appare rossa, tesa e lucida.
- fistola dentale: la comparsa di una piccola protuberanza sulla gengiva che può rilasciare pus.
- sapore sgradevole: un gusto amaro o metallico persistente in bocca, causato dal drenaggio dell’infezione.
- linfonodi ingrossati: piccoli noduli teneri sotto la mascella o sul collo.
In generale, in caso di sintomi, esistono diversi rimedi per gli ascessi dentali, ma è sempre consigliabile rivolgersi a un dentista per valutare in modo approfondito la situazione.
Rischi di trascurare un ascesso su dente devitalizzato
Rimandare la visita sperando che l’ascesso passi da solo è un rischio che non consigliamo mai di correre. L’infezione cronica infatti potrebbe mangiare l’osso che sostiene la radice fino a renderlo instabile.
Inoltre, l’infezione potrebbe degenerare nella cosiddetta “cellulite facciale”, ovvero un gonfiore esteso dei tessuti del viso, o entrare nel flusso sanguigno mettendo a rischio la salute generale.
Ecco perché consigliamo sempre di agire appena si avvertono i primi chiari sintomi dell’infezione al dente devitalizzato, per proteggere il proprio sorriso e tutto l’organismo.
Come prevenire l’ascesso su dente devitalizzato?
La prevenzione inizia con un lavoro di precisione e l’utilizzo di tecnologie moderne che, durante la devitalizzazione, riducono drasticamente le probabilità che rimangano batteri all’interno.
In generale, una volta trattato, bisognerebbe sempre controllare:
- il sigillo: la capsula deve essere integra
- l’igiene orale: usando lo scovolino e sottoponendosi regolarmente a pulizia dei denti profonda, perché il dente devitalizzato tende ad accumulare placca più facilmente vicino alla gengiva.
- la masticazione: evitando di usare i denti devitalizzati per rompere cibi troppo duri in quanto più fragili e soggetti a micro-fratture.
L’importanza del follow-up dopo la devitalizzazione per evitare l’ascesso su dente devitalizzato: i controlli consigliati dal dentista
C’è da considerare anche il fatto che molte infezioni ai denti devitalizzati sono silenziose. Non danno sintomi immediati finché ormai sono già in corso e richiedono attenzione immediata. Per questo il follow-up post-operatorio rimane una delle strategie più efficaci per evitare complicazioni. In ClinicalTop infatti prevediamo sempre un controllo a distanza di 6 mesi dalla data del trattamento, per verificare la condizione della bocca e fare in modo di mantenerla in salute il più a lungo possibile, intervenendo per tempo laddove ci dovessero essere eventuali situazioni che richiedono attenzione.
Ascesso dentale su dente devitalizzato: quando contattare il dentista?
La regola d’oro quindi è contattare il dentista al primo segnale di cambiamento che si nota all’interno della bocca dopo la devitalizzazione.
Ricordando quanto detto nei paragrafi precedenti: ovvero fare particolare attenzione a dolore acuto che impedisce di dormire, al gonfiore del viso o alla presenza di febbre.
In ClinicalTop, gestiamo le urgenze odontoiatriche con priorità nella nostra clinica dentale di Roma e nella nostra clinica dentale di Napoli.
Non esitare a contattarci se noti dolore, gonfiore o altri sintomi fastidiosi dopo una devitalizzazione.
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